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Russia ed Europa “sono legate da un’intensa rete di rapporti politici, economici, culturali e, soprattutto, umani, che affondano le loro radici nella Storia”. Le difficolta’ registrate degli ultimi tre anni, “generate dalla crisi ucraina, per quanto serie esse siano, non possono cancellare questo patrimonio comune”. Con queste parole, Cesare Maria Ragaglini, Ambasciatore d’Italia a Mosca, apre l’intervista rilasciata a Tribuna Economica approfondendo temi quali opportunità economiche, situazione economica del Paese, presenza italiana in Russia e russa in Italia nonché il settore turistico:

 

(Intervista pubblicata nell’edizione cartacea/digitale di Tribuna Economica il 24 aprile 2017)

 

Ambasciatore Ragaglini, che cosa possiamo attenderci sotto il profilo delle opportunità economiche in Russia?

La decisione delle Autorità russe di avviare una politica di diversificazione dell’economia ha aperto notevoli opportunità per Paesi, come l’Italia, che sono in grado di fornire un valore aggiunto in termini di tecnologia e di know-how alle produzioni russe. Ciò può avvenire, ad esempio, nei settori degli equipaggiamenti per l’oil&gas, della meccanica specializzata e dell’agricoltura. Occorre però che la nostra imprenditoria si attivi nel cogliere le grandi opportunità che in questo momento la Russia offre perché è una finestra che non resterà aperta, a condizioni così favorevoli, per sempre.

 

Può considerarsi terminato il periodo di recessione economica?

I segnali d’inizio 2017 vanno in questo senso. Le prime stime ipotizzano un tasso di sviluppo tra lo 0,5 % e l’1% per l’anno in corso e superiore all’1,5 % nel biennio successivo. Qualora dovesse consolidarsi la positiva dinamica dei prezzi petroliferi, è opinione condivisa che i valori di crescita potrebbero anche essere migliori. Causata da una pluralità di fattori (calo delle quotazioni delle materie prime, sanzioni internazionali, svalutazione del rublo), la recessione è risultata, a posteriori, meno grave di quanto ipotizzato in un primo momento.

L’economia della federazione ha fornito prova di elevata capacità di resistenza e di notevole flessibilità nell’adattarsi al mutato contesto economico. Rimangono alcuni limiti che impediscono una crescita sostenibile nel lungo periodo – principalmente, l’obsolescenza di alcune strutture produttive e la non sufficiente diversificazione dell’economia. Di questo le Autorità sono ben consapevoli e perciò hanno avviato da tempo, come ho già sottolineato, un processo di diversificazione dell’economia, con l’obiettivo di renderla meno dipendente dagli idrocarburi e dalle importazioni.

 

Come si posiziona la comunità imprenditoriale italiana nell’attuale contesto?

Diversi imprenditori italiani hanno compreso il cambiamento in corso e ne hanno tratto importanti vantaggi. Un caso a mio avviso emblematico è quello della società Termomeccanica Pompe, che ha inaugurato in aprile 2016 uno

stabilimento per la progettazione e produzione di pompe per il trasporto del petrolio per il mercato russo e dei Paesi ex-sovietici. L’investimento e’ stato realizzato in joint-venture con Transneft e un’altra societa’ russa. Termomeccanica Pompe è il partner tecnologico che, oltre a fornire una parte del finanziamento, ha progettato lo stabilimento e detiene in cambio di brand e know-how il 24% della quota azionaria. Oggi la JV ha contratti in corso per la vendita di pompe alle principali società petrolifere del Paese e ha inoltre avviato negoziati con Transneft e konar per la realizzazione di un ulteriore investimento per la produzione dei motori delle pompe.

E’ questo un ottimo esempio di collaborazione industriale italo- russa in cui la parte italiana fornisce il valore aggiunto in termini di trasferimento di tecnologie e di know-how attraverso lo strumento della joint-venture con un partner russo. Molti altri esempi potrebbero essere menzionati, che dimostrano che non e’ importante la grandezza della società italiana, ma la sua capacità tecnologica e la sua visione di lungo periodo.

 

Viceversa, come si posiziona la comunità russa in Italia?

Registriamo diversi investimenti russi in Italia in settori strategici, come quello energetico, siderurgico, dell’industria e delle telecomunicazioni. Il loro flusso ha risentito della crisi economica ma, con l’uscita dalla recessione, contiamo che vi sara’ una ripresa anche in questo campo.

 

Quali sono le iniziative dall’Ambasciata per rendere note le opportunita’ economiche nella Federazione?

Nel 2016 abbiamo elaborato una Guida agli investimenti per gli imprenditori italiani (disponibile sul sito internet dell’Ambasciata: http://www.ambmosca.esteri.it/ambasciata_mosca/it), che abbiamo presentato alle imprese in numerose città dell’Italia e che stiamo aggiornando, e abbiamo organizzato una serie di road-show per illustrare alcuni progetti d’investimento in Russia pronti per l’investimento. A maggio realizzeremo, insieme a ICE e Confindustria, un nuovo ciclo di road-show nel Sud Italia, toccando Catania, Napoli e Brindisi.

 

Possiamo parlare anche di una ripresa dei flussi turistici?

La crisi del rublo ha avuto un forte impatto sui flussi turistici, che però è stato progressivamente assorbito. Stiamo cercando di ritornare sui livelli del 2013. Questo gennaio abbiamo registrato un aumento dell’80% del  numero di visti rispetto al gennaio 2015 – un dato che ci fa ben sperare. Continuiamo ad applicare una politica di rilascio visti aperta ed efficiente: abbiamo un’organizzazione capillare di centri in tutto il territorio della federazione, in grado di rilasciare visti in 2 o 3 giorni lavorativi, il 95% dei quali di lungo periodo, in particolare ai richiedenti che sono già stati in Italia e nello spazio Schengen.

E cerchiamo anche di rendere il più possibile conosciute le nostre destinazioni turistiche. Anche per questo abbiamo creato, lo scorso anno, il sito internet “La Tua Italia” (www.latuaitalia.ru), primo portale web in russo e in italiano dedicato al turismo nel nostro Paese. Con questo sito abbiamo voluto presentare a un pubblico preparato come quello russo l’Italia in tutte le sue sfaccettature, incluse le destinazioni meno note. Il sito contiene anche strumenti concreti per programmare il viaggio in Italia – come la possibilità di fare richiesta del visto online, la sezione “Russian friendly” (che contiene un elenco di circa 500 strutture alberghiere che offrono servizi dedicati ai turisti russi) e il calendario completo degli eventi artistici e culturali.

 

Tribuna Economica

(© Riproduzione riservata)

 

 

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