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L’Italia e il secondo partner commerciale della Tunisia con un volume di interscambio complessivo (import/export) che supera i 5 miliardi di euro. La presenza industriale italiana in Tunisia “e molto solida, dinamica e diversificata contando circa 850 società italiane o a capitale misto, che danno lavoro a oltre 63mila persone. Le nostre aziende, nonostante le difficoltà di questi ultimi anni, hanno mantenuto e, in alcuni casi, incrementato le loro posizioni”.

Nel 2016, le imprese italiane hanno effettuato sul territorio tunisino un centinaio di progetti di investimento, quasi tutti relativi ad estensioni di precedenti unita di produzione. “La Tunisia rappresenta un ponte per l’Italia sul Mediterraneo, una piattaforma produttiva naturale per le imprese italiane impegnate a diversificare le proprie attività e a penetrare nuovi mercati in Nord Africa, Golfo e Africa sub sahariana”.

Infatti cresce il numero e il fermento delle imprese italiane che stanno avviando collaborazioni con aziende tunisine su progetti da realizzarsi in Libia. “Esiste un notevole potenziale presente nelle triangolazioni tra società italiane e partner tunisini nella realizzazione di commesse in territorio libico, in un auspicabile quadro di stabilizzazione e pacificazione”.

 

(Intervista pubblicata nell’edizione cartacea di Tribuna Economica il 27 marzo 2017)

 

Ambasciatore De Cardona, che cosa ha rappresentato la visita di stato del Presidente Essebsi in Italia?

La visita di stato del Presidente Essebsi e stata l’occasione per ribadire la condivisione tra Roma e Tunisi della stessa visione della centralità del Mediterraneo. Sono stati moltissimi gli ambiti di collaborazione evocati nel corso della visita: dalla lotta al terrorismo al tema migratorio, dalla collaborazione culturale allo sviluppo democratico ed economico della Tunisia.

In occasione della visita, sono state firmate una serie di intese che rappresentano segnali concreti di una collaborazione forte e fattiva e che consentiranno di approfondire ulteriormente la cooperazione fra i nostri due Paesi. Oltre agli accordi in campo migratorio, turistico, energetico-ambientale, medico-sanitario, trasporti e culturale, particolare menzione va all’importante contributo italiano di 360 milioni di euro della Cooperazione italiana, che saranno destinati ai settori prioritari per la creazione di occupazione mediante il sostegno al settore privato (piccole e medie imprese, imprese sociali, sviluppo regionale e locale), per il rafforzamento del sistema di istruzione pubblica, dell’energia e dell’emigrazione intesa come fattore di sviluppo. Una dichiarazione dei due Ministri degli Esteri ha inoltre fornito una cornice ampia ai temi prioritari di trattazione bilaterale. Infine, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, e stato molto lieto di invitare il Presidente Essebsi a partecipare al Vertice del G7 in programma a Taormina a fine maggio.

 

Quali sono le prossime iniziative economiche promosse dall’Italia in Tunisia?

Nella prospettiva della ripresa economica del Paese auspicata nel 2017, come “Sistema Italia” stiamo lavorando, in collaborazione con Ministero dello Sviluppo Economico/ICE e Confindustria, all’organizzazione di un nuovo Business Forum bilaterale da tenere a Tunisi, in principio nella seconda meta dell’anno. Si tratta del prosieguo naturale della Missione imprenditoriale effettuata a Tunisi nel maggio 2016 che ha visto la partecipazione di oltre 200 operatori italiani guidati dall’allora Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Gentiloni. In aggiunta, sono oggi in fase di preparazione una nuova serie di iniziative di promozione economico-commerciale in Tunisia mirate a settori specifici (quali agricoltura, costruzioni, energia, turismo, ecc.). Da parte della comunità d’affari italiana, e stato manifestato un forte interesse a prendere parte a queste nuove missioni ad hoc.

 

Progetti di investimento e riforme economiche: che cosa c’è da sapere?

Il Primo Ministro Chahed ha messo in cima alle priorità del suo Governo il rilancio dell’economia del Paese che non puo’ che passare per l’aumento dell’export e l’attrazione di nuovi investimenti diretti esteri. La Tunisia ha avviato una nuova fase della sua transizione economica che passa attraverso il recupero della fiducia degli operatori economici tunisini e stranieri, l’aumento degli investimenti pubblici e privati, e il miglioramento del clima d’affari.

Nel novembre 2016, si e tenuta una Conferenza Internazionale sugli Investimenti (Tunisia 2020) con l’obiettivo di ridare slancio all’economia del Paese. In tale occasione, e stato presentato il Piano di Sviluppo 2016- 2020 che prevede investimenti pubblici e privati per circa 50 miliardi di euro. E’ stato altresì confermato il pieno sostegno alla Tunisia da parte delle istituzioni finanziarie internazionali, dei principali fondi sovrani e delle banche multilaterali di sviluppo, annunciando un pacchetto di aiuti di circa 14 miliardi di euro tra crediti e doni. Tra le infrastrutture cui il Governo tunisino ha accordato priorità vi e anche il progetto ElMed, una interconnessione elettrica tra la Sicilia e la Tunisia di grande valenza strategica, su cui l’UE dovrebbe contribuire con un proprio finanziamento in via di definizione. Ad aprile inoltre entrera in vigore la nuova legge sugli investimenti, in concomitanza con i decreti attuativi relativi agli incentivi, ai settori liberalizzati e ai tempi di concessione delle autorizzazioni, e all’istituzione dei nuovi organismi di supporto e accompagnamento dell’investitore. Sono poi in corso di finalizzazione i decreti attuativi relativi alle leggi sul partenariato pubblico-privato, sulle energie rinnovabili e sulla riforma del settore bancario.

L’Esecutivo ha inoltre annunciato che e in fase di definizione una legge d’emergenza economica che consentirà, nel corso dei prossimi anni, facilitazioni amministrative per progetti considerati strategici in termini di posti di lavoro creati o di dimensioni dell’investimento.

Si preannunciano pertanto interessanti opportunità per i nostri comparti industriali. Le prospettive di una rafforzata partnership bilaterale costituiscono un obiettivo rilevante della nostra azione. I nostri operatori economici si attendono da parte tunisina risultati concreti nel miglioramento del clima d’affari locale e riforme realizzate in tempi brevi.

 

Qual è il ruolo economico della Tunisia con l’Europa e viceversa?

La debole crescita tunisina dipende anche da fattori esogeni quali la contrazione dell’interscambio con i partner europei. Ciononostante, l’Europa rappresenta circa il 70% dell’interscambio commerciale totale del Paese nordafricano. La Tunisia ha bisogno dell’Europa e dell’Italia per continuare sulla strada delle riforme e della democratizzazione del Paese. Il rapporto tra Africa ed Europa sarà sempre più centrale: Roma e Tunisi sono le rispettive porte di entrata. L’UE ha stabilito di aumentare l’aiuto finanziario in favore della Tunisia, concedendo 300 milioni di euro per il 2017, al fine di rispondere alla profonda crisi economica che attraversa il Paese, da destinare a sviluppo socio- economico, aiuto alle imprese, lotta alla disoccupazione, contrasto alla corruzione e al contrabbando, investimenti nella gioventù, conformemente alle priorità del Piano di Sviluppo 2016-2020.

Altri programmi di aiuto finanziario sono stati approvati nel 2014 e nel 2016 ma restano vincolati all’adozione di una serie di riforme economiche strutturali.

 

Tribuna Economica

 

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