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 Il Ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona, ha presentato al Parlamento la Relazione annuale del Comitato nazionale per la repressione delle frodi nei confronti dell'Unione Europea (COLAF), istituito presso il Dipartimento Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La Relazione esamina il

quadro di situazione, le misure adottate ed i risultati conseguiti nel 2017 nonché le prospettive di sviluppo nell'azione antifrode nazionale a tutela degli interessi economico-finanziari dell'Unione Europea.

La presentazione si è tenuta nella "Sala Zuccari" di Palazzo Giustiniani (Senato della Repubblica). Sono intervenuti Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato,Francesco Attardi, Comandante del Nucleo della Guardia di Finanza per la repressione delle frodi nei confronti dell'Unione Europea, e Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Dalla Relazione emerge come nel 2017 l'Italia risulta, ancora una volta, tra i Paesi leader in Europa in tema di prevenzione e lotta ai fenomeni di frode ai danni del budget europeo, capace di combattere la criminalità finanziaria grazie a più efficaci strumenti normativi e più spiccata professionalità investigativa.

La Relazione, in particolare, evidenzia come l'Italia a livello europeo sia stato il Paese con il più alto numero di "decisioni giudiziarie adottate" in proporzione alle raccomandazioni indirizzate dall'OLAF a seguito di casi di sospetta frode. L'indice che misura questo rapporto, l'"indictment rate" è pari, in termini assoluti, al 58% rispetto a una media europea del 42%.

"L'Italia si conferma tra i Paesi che hanno maggiormente ed efficacemente perseguito i fenomeni di frode ai danni del budget europeo – ha sottolineato il ministro Savona – Si tratta di risultati di grande importanza ed enorme prestigio che dimostrano quanto il nostro Paese tuteli gli interessi finanziari dell'Unione tanto da rappresentare una delle migliori best praticesper tutti gli altri Stati membri".

A livello nazionale, le numerose iniziative promosse dal Comitato per favorire con maggiore efficacia la fase di prevenzione dei fenomeni di frode e irregolarità hanno prodotto un decremento del cosiddetto 'tasso d'errore' nell'utilizzo dei fondi europei (Fondi Strutturali e Politica Agricola Comune) che conferma una tendenza registrata già negli anni precedenti. Nel 2017, la diminuzione degli importi relativi ai casi di irregolarità/frode si è attestata al 16% che, in termini assoluti, equivale a 18 milioni di euro in meno rispetto alla precedente annualità.

E' proseguita anche l'attività di chiusura, avviata nel 2014, dei casi di irregolarità/frode più datati ancora aperti con la Commissione europea.

“L'azione di coordinamento del Nucleo antifrode della Guardia di Finanza – ha precisato il Generale Attardi – ha consentito, ad oggi, la chiusura di ben 243 casi per un importo complessivo di oltre 61 milioni di euro, evitando che tale importo venisse rimborsato alla Commissione europea. Si tratta, evidentemente, di un notevole risparmio per il bilancio nazionale di cui siamo particolarmente orgogliosi".

 

 

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