CCIR

I TWEET

Le norme che semplificano e accelerano le procedure UE per la confisca e il congelamento del denaro sporco rafforzerebbero lotta alla criminalità organizzata. Ieri, giovedì 4 ottobre, gli eurodeputati si sono espressi in merito all’introduzione di nuove norme comunitarie che agevolano le procedure di confisca e di congelamento

del denaro sporco. Un’iniziativa con un’importanza fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata. Stando a un’analisi del 2016 condotta da Europol, l’agenzia per la lotta al crimine dell’UE, di circa 110 miliardi di euro prodotti dalla malavita e dalle organizzazioni terroristiche, ben il 98,9% resta nelle mani dei criminali, mentre il 2,2% viene bloccato temporaneamente e soltanto l’1,1% viene confiscato.

Come stanno le coseGli iter farraginosi e l’impossibilità di poter intervenire tempestivamente sul capitale generato dalle attività illecite ostacolano la giustizia e vengono sfruttati dalle organizzazioni criminali. Mafiosi e terroristi nascondono il denaro sporco in più paesi e le procedure attuali sono inefficienti per tracciarlo. Anche la protezione dei diritti delle vittime e la restituzione dei beni sottratti non è efficiente.

La propostaLe nuove norme su cui decide il Parlamento europeo sono volte a semplificare e a velocizzare la confisca e il congelamento dei soldi sporchi. Tutti i paesi membri, ad eccezione di Danimarca e Irlanda, potranno contare su una serie di procedure che permetteranno di ricorrere a queste misure di giustizia in modo efficiente e sicuro, come certificati standard per tutti i paesi UE. Il diritto della vittima al risarcimento avrà, con le nuove regole, priorità su quello dello stato confiscante.

Il ruolo del Parlamento europeo nella protezione della legalità e delle vittime della criminalitàIl Parlamento ha inasprito le regole introducendo, per esempio, l’obbligo per uno stato membro di rispondere all’ordine di confisca dei capitali entro un periodo di 45 giorni oppure la clausola di non riconoscimento in caso di mancato rispetto dei diritti fondamentali. Ha inoltre avanzato la proposta di riutilizzare i fondi ricavati dalle confische per progetti sociali.

L’europarlamentare francese Nathalie Griesbeck, dell'Alleanza dei democratici e dei liberali, responsabile dell’iter legislativo delle norme, ha dichiarato: “Sono lieta che siamo riusciti ad assegnare un posto importante alle vittime nella gestione dei beni confiscati. Inoltre la clausola di non-riconoscimento è basata sui diritti fondamentali e non esisteva nei testi iniziali nella Commissione e del Consiglio! Grazie alla nostra determinazione comune abbiamo creato uno strumento indispensabile che sarà operativo, ma anche giusto e con migliori garanzie per tutti.”

La lotta contro la criminalitàIl progetto normativo per confiscare il denaro sporco rientra in un pacchetto più ampio di manovre intraprese dal Parlamento europeo. Risale ad aprile la votazione per l’aggiornamento della direttiva UE contro il riciclaggio, o ancora a settembre 2018 la votazione per l’inasprimento delle norme contro il riciclaggio di denaro sporco.

 

 

 

EN IT