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L’8 giugno 2018 sono entrate in vigore le nuove regole sulla difesa commerciale: tutte le indagini avviate a partire da tale data sono pertanto soggette alle nuove norme antidumping e antisovvenzione. La Commissione ha proposto per la prima volta una riforma degli strumenti di difesa commerciale dell'UE nel 2013.

Il Consiglio ha raggiunto un compromesso nel dicembre 2016. Dopo un accordo politico tra le istituzioni dell'UE nel dicembre 2017, il Consiglio ha approvato il compromesso nell'aprile 2018. In seguito all'approvazione definitiva delle nuove norme da parte del Parlamento europeo, la nuova legislazione è entrata in vigore l'8 giugno. Tali modifiche, finalizzate a modernizzare gli strumenti di difesa commerciale dell'UE, consentono all'UE di imporre maggiori obblighi modificando la "regola del dazio inferiore"; di abbreviare il periodo dell'inchiesta per accelerare la procedura; di aumentare la trasparenza e la prevedibilità del sistema per le imprese dell'UE; di mantenere gli elevati standard ambientali e sociali applicati nell'UE. Queste regole operano per la prima volta in 15 anni una revisione degli strumenti di difesa commerciale dell'UE, tra cui anche una nuova metodologia antidumping istituita a dicembre 2017. La riforma è il risultato di quasi cinque anni di lavoro, comprese ampie consultazioni con più parti interessate e negoziati con il Parlamento europeo e il Consiglio. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha sottolineato l’importanza di un commercio aperto ed equo per l’UE, congiunto a misure antidumping e antisovvenzione più forti per garantire la difesa commerciale e affrontare le sfide odierne nel commercio globale. E’ inoltre necessario difendere i produttori e i lavoratori europei da possibili distorsioni del mercato o violazioni delle regole. A questo proposito, Il commissario per il commercio, Cecilia Malmström, ha dichiarato che la nuova riforma fornisce alle aziende europee regole più efficaci per difendersi da pratiche commerciali sleali di altri paesi. Le nuove norme abbreviano il periodo di inchiesta per l'imposizione di misure provvisorie da 9 a 7 mesi, rendendo il sistema più trasparente. D’ora in poi le aziende disporranno di un sistema di allerta che indicherà anticipatamente l’eventuale imposizione di dazi provvisori, così da avere tempo sufficiente per adattarsi alla nuova situazione. Inoltre, la Commissione sostiene le piccole e medie imprese (PMI) tramite il proprio "Helpdesk PMI" per facilitare la loro partecipazione alle procedure di difesa commerciale. Inoltre, in seguito alle modifiche apportate alla cosiddetta "regola del dazio inferiore", in alcuni casi l'UE può essere in grado di imporre obblighi più elevati. Ciò si applica a tutti i casi di antisovvenzione e antidumping relativi alle importazioni prodotte mediante materie prime ed energia fornita ad un prezzo ribassato. Nell'ambito delle sue indagini, la Commissione terrà conto anche dei costi di conformità alla legislazione sociale e ambientale dell'UE all’interno del calcolo dei livelli di dazi imponibili basato sul danno economico causato alle società. Inoltre, non accetterà impegni sui prezzi da paesi che registrano cattivi risultati nell'attuazione degli standard fondamentali dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro e degli accordi ambientali. Per la prima volta, i sindacati potranno partecipare alle indagini sulla difesa commerciale.   (ICE BRUXELLES)

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