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Presentato a Roma il libro di Roberto Olivi “La comunicazione è un posto dove ci piove dentro”, un racconto autobiografico dove l’autore racconta sé stesso da dentro la sua attività fatta di meeting e incontri, episodi, eventi e conversazioni, con tanti personaggi noti e meno noti del mondo del cinema, della ricerca, dello sport,

dell’università, della letteratura, dell’arte e della musica. Il volume, introdotto da una prefazione di Lorenzo Jovanotti, è stato illustrato, presso la sede di Comin&Partners, con il supporto di due amici: i giornalisti Ivan Zazzaroni e Valerio Berruti. Per chi opera nel settore automotive Roberto Olivi è una figura nota, un esperto che vanta anni di lavoro presso aziende di alto livello come Ferrari, Maserati, Mini e ultimamente BMW, quale responsabile della comunicazione. In un mondo dove dire fare e parlare è diventato troppo veloce, altrettanto rapidi sono gli errori di comunicazione. In quest'ottica, e con un fine benefico, Olivi ha deciso di scrivere un libro alla ricerca della soluzione.

“In uno scenario guidato da Internet, email, SMS e WhatsApp molto spesso – ha dichiarato Olivi - ho l’impressione che ci stiamo dimenticando di una cosa; sono tutti mezzi, non contenuti. Quando vedo comunicati stampa scritti male, siti incomprensibili ed email sgrammaticate, penso che ci sia qualcosa di sbagliato e di irrimediabilmente distorto. La comunicazione scritta funziona se è ben scritta. Altrimenti genera incomprensioni e talvolta effetti boomerang. Ecco perché quando ho iniziato a pensare da che parte cominciare questo racconto, la risposta è arrivata immediatamente: dai libri”. L’autore invita a scorrere queste pagine per riportare la lettura, l’ascolto e il racconto al centro della creatività nell’era digitale. Partendo da casi reali e storie di successo, e ispirato dalle Lezioni americane di Calvino, Olivi invita a fidarsi degli altri e delle proprie intuizioni, a essere veloci nelle scelte e nel riconoscere gli errori, ad aprire la mente perché le nostre idee possano contagiare il mondo. Ricordando che la soluzione, spesso, è più vicina di quanto si creda. Attraverso il racconto autobiografico si conduce il lettore in tanti ambienti e in tante situazioni diverse, ciascuna delle quali lascia un insegnamento ed è fonte di possibilità ulteriori anche per il lettore stesso, di conoscenza, di incontri, di riflessioni, di viaggi.

La Scuola Holden di Torino, il Centro SciAbile di Sauze d’Oulz, l’Autodromo di Monza per il Next 100 Festival, le Colline marchigiane dopo il terremoto in un progetto culturale e artistico di rinascita, il Dynamo Camp a San Marcello Pistoiese (la struttura per bambini alla quale saranno devoluti i proventi della vendita del libro) e molti altri. Come si può immaginare, ciascun ambiente e ciascuna situazione  raccontata è abitata, percorsa  e vissuta da protagonisti in carne e ossa. Leggendo ìncontriamo Alex Zanardi, Carlotta Visconti, Neri Marcoré, Gillo Dorfles, Roberto Saviano, Alessandro Baricco e tanti altri che Olivi, in maniera generosa e autentica, fa conoscere ai lettori riportando conversazioni, episodi, testi scritti direttamente dai protagonisti, che parlano di se stessi in modo aperto. Sono tutti incontri che lasciano traccia, che costruiscono storie, che creano un racconto comune che, dal momento che è stato scritto, diventa condiviso anche con il lettore. Sono incontri che rispondono a quei valori etici di cui si è parlato e che hanno alla base la solidarietà e la responsabilità sociale d’impresa. Il lavoro del comunicatore, sostiene Olivi, deve essere un po’ come quello del “cantastorie”, capace di trasmettere i valori del suo mondo, usando i canali giusti e trovando i contenuti che contano. Ebbene: in questo libro Olivi è riuscito nel compito in modo egregio: con esattezza, credibilità, fantasia, proprio come piace a lui.

 

Stefano Piermaria

(Riproduzione Riservata)

 

 

 

 

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