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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica alcuni dettagli concernenti la tredicesima emissione del BTP Italia, il titolo indicizzato all’inflazione italiana (Indice FOI, senza tabacchi - Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi), con scadenza a 8 anni.

Nel corso della Prima Fase del collocamento, dedicata agli investitori retail, le contrattazioni, sia per numero di contratti che per controvalore, hanno registrato una domanda più sostenuta nel primo giorno rispetto al secondo e, ancor più, rispetto al terzo, in linea con le scorse emissioni.

La Seconda Fase, dedicata agli investitori istituzionali, che si è svolta nell’arco di 2 ore durante il quarto giorno del collocamento, ha visto un controvalore complessivo domandato interamente accolto.

Con riferimento alla Prima Fase, dei 62.728 contratti conclusi sul MOT (il Mercato Telematico delle Obbligazioni e Titoli di Stato di Borsa Italiana) attraverso Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese S.p.A. e UniCredit S.p.A. – Dealer dell’operazione – circa il 47 per cento è stato di importo inferiore ai 20.000 euro. Se si considerano i contratti fino a 50.000 euro, si arriva circa al 78 per cento del totale relativo a questa fase.

Sebbene le modalità di emissione non consentano di avere dati puntuali sulle caratteristiche degli investitori, dalle informazioni raccolte da Dealer, Co-Dealer e altri intermediari, si può desumere che nel corso della Prima Fase si è registrata una quota di investitori individuali leggermente inferiore a quella del private banking (rispettivamente 49 per cento e 51 per cento).

All’interno della quota sottoscritta da investitori individuali, si stima che circa il 78 per cento abbia inoltrato l’ordine attraverso le filiali delle reti bancarie, mentre circa il 22 per cento attraverso l'home banking. Per quanto riguarda la ripartizione geografica degli ordini ricevuti durante la Prima Fase, la quota stimata degli investitori domestici è stata pari a circa il 98 per cento, mentre il restante 2 per cento sarebbe stato collocato all’estero.

Con riferimento alla Seconda Fase di collocamento, le informazioni raccolte dai Dealer, Co-Dealer e altri intermediari permettono di ottenere delle statistiche quasi totalmente rappresentative dell’ammontare complessivamente allocato.

In particolare, circa il 78 per cento dell’ammontare emesso è stato collocato presso le banche, mentre gli asset manager hanno acquistato circa l’11 per cento. La restante quota, pari a circa l’11 per cento, è stata allocata a hedge fund (circa l’8 per cento), istituzioni non finanziarie (circa il 2 per cento) ed assicurazioni (circa l’1 per cento).

Il collocamento del titolo nella Seconda Fase ha visto una presenza significativa di investitori domestici, che ne hanno sottoscritto circa il 73 per cento. Importante è stata anche la quota sottoscritta da investitori residenti in Germania (circa il 14 per cento) e nel Regno Unito (circa l’11 per cento). Il restante 2 per cento circa dell’emissione della Seconda Fase, è stato collocato presso investitori di altri paesi, principalmente europei.

 

 

 

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