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In Europa, la Commissione Industria muove i primi passi verso politiche per le imprese basate su tecnologie di registro distribuito.  La blockchain è conosciuta principalmente per essere la tecnologia alla base del Bitcoin e di altre valute virtuali. Questa tecnologia di registro distribuito (dall’inglese DLT, Distributed Ledger Technology) non

si limita tuttavia al settore della finanza digitale, ma sta trovando applicazione anche in altri settori, dall’industria creativa ai servizi pubblici. I membri del Parlamento europeo vogliono essere sicuri che lo sviluppo della blockchain e di altre tecnologie di registro distribuito sia supportato da adeguate politiche pubbliche.

Reagire al cambiamento.  La Commissione del Parlamento europeo per l’industria, la ricerca e l’energia ha votato mercoledì 16 maggio una mozione redatta dalla deputata greca dei Socialisti e democratici Eva Kaili, presidente del gruppo di esperti per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche (STOA, dall’inglese Science and Technology Option Assessment). Nella mozione si chiede una “regolamentazione di ampie vedute, progressiva e favorevole all’innovazione”.

“La blockchain e in generale tutte le tecnologie di registro distribuito hanno un forte elemento di rottura che interesserà molti settori. I servizi finanziari sono solo uno dei tanti.  Nella risoluzione sulla blockchain esaminiamo gli effetti della disintermediazione anche negli altri settori, quali energia, sanità, educazione, industria creativa e settore pubblico”, ha spiegato Kaili.

L’UE si è già mobilitata per gestire al meglio questa nuova tecnologia. La Commissione europea ha inaugurato il 23 febbraio 2018 l’osservatorio e il forum sulla blockchain dell’UE e ha già investito più di €80 milioni in progetti relativi all’utilizzo della blockchain, con l’obiettivo di investire altri €300 milioni entro il 2020.

Start-up e PMI al centro dell’innovazione.  “Aspiriamo a fare dell’UE l’attore principale nel settore della blockchain. È vero che c’è un forte interesse da parte delle imprese nei confronti della blockchain. Noi in quanto autorità legislative dobbiamo fare in modo che tutto questo impegno venga accolto con la necessaria certezza istituzionale e giuridica. I nostri principi guida per questa risoluzione, cioè innovazione, neutralità del modello imprenditoriale e neutralità della tecnologia, mettono al centro le start-up e le piccole e medie imprese”, ha affermato Kaili.

Un altro motivo di preoccupazione è il potenziale impatto della tecnologia sui cittadini e sulla riservatezza dei dati. Come dichiarato dalla deputata Kaili, i rischi evolvono con la tecnologia. “Non è intelligente regolamentare la tecnologia in sé, bisogna piuttosto normare i suoi utilizzi e i settori che adottano questa tecnologia nei loro modelli imprenditoriali. La protezione del consumatore e di chi investe viene prima di tutto”.

 

 

 

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