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La Banca centrale dell'Albania ha approvato un pacchetto di misure teso a ridurre l'utilizzo dell'euro a favore della moneta locale lek. "Si tratta di un processo utile e vantaggioso a lungo termine, sia per migliorare l'efficacia delle politiche economiche e finanziarie che per ridurre i rischi sulla stabilità finanziaria",

ha dichiarato il governatore della Banca centrale Genti Sejko, aggiungendo che gli studi condotti dimostrano che l'utilizzo delle valute straniere nell'attività interna economica e finanziaria è ad un livello relativamente alto. Il fenomeno è legato al diffuso utilizzo delle valute sia nelle transazioni commerciali che nel risparmio, in forma dei depositi bancari ma anche come mezzo di finanziamento, nel caso dei crediti in valuta. Le rimesse dagli immigrati, che in gran parte vivono in Europa, gli stretti rapporti commerciali ed economici con i paesi dell'Unione europea, ma anche con i vicini come il Montenegro ed il Kosovo che fanno uso dell'euro, hanno fatto sì che la moneta unica abbia un'ampia diffusione anche se gradualmente ridotta (dall'80% dell'attività creditizia di dieci anni fa all'attuale 55%, anche grazie alla riduzione del tasso d'interesse del Lek, sceso ai minimi storici dell'1,25%). Sui depositi bancari, i risparmi in euro rappresentano il 60% del totale. L'azione della Banca centrale sarà graduale e in consultazione continua con l'industria bancaria e le altre istituzioni che sorvegliano il sistema ed il mercato finanziario del paese. (ICE Tirana)

 

 

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