Lo scopo del sistema europeo di scambio delle quote di emissione è quello di ridurre l’inquinamento dell’aria.  L’Unione europea è il terzo produttore al mondo di anidride carbonica ma ha un obiettivo ambizioso per prevenire i cambiamenti climatici: ridurre le emissioni di gas serra del 40% rispetto ai livelli del 1990.

Il sistema di scambio delle emissioni è stato uno degli strumenti che l’Unione europea ha messo in pratica per raggiungere questo obiettivo. Il sistema venne lanciato nel 2005 e si rivolge in modo specifico alle industrie.

Come funziona.  Il sistema di scambio delle emissioni obbliga più di 11.000 centrali elettriche e fabbriche a richiedere un permesso per ogni tonnellata di CO2 che emettono. Questo è un chiaro incentivo a inquinare meno: meno si inquina, infatti, meno si paga. Le industrie devono comprare queste quote attraverso aste e il prezzo segue le regole della domanda e dell’offerta. Alcune quote sono state date gratuitamente, per evitare che -in alcuni settori a rischio- le industrie si trasferissero in regioni con meno restrizioni ambientali.

Perché una riforma adesso?  Al momento questi permessi sono molto poco costosi, perché in seguito alla crisi la domanda è scesa ma l’offerta è rimasta invariata. Quindi manca l’incentivo a inquinare meno. Il sistema è sbilanciato con un surplus di offerta di quote. Una disponibilità troppo importante di quote e i prezzi bassi non stimolano le industrie a investire in energie pulite, diluendo così l’effetto positivo iniziale del sistema.

Di che cosa si occupa la riforma?  Il sistema vigente sarà in corso fino al 2020. La riforma ha l’obiettivo di ridefinire il mercato delle emissioni di gas serra per il periodo dopo il 2020. Ridurre le emissioni di gas responsabili dell’effetto serra è in linea con gli impegni presi dall’UE nel quadro degli accordi di Parigi sul clima.

Per far salire i prezzi si propone di ridurre maggiormente il numero delle licenze che devono essere messe all’asta. Per ridurre il surplus di licenze gli eurodeputati chiedono di raddoppiare la capacità della Riserva stabilizzatrice del mercato di assorbire l’eccesso di licenze presenti sul mercato. La Riserva aiuta a bilanciare meglio domanda e offerta mettendo da parte le licenze in più che possono essere reintrodotte in caso di carenza. La Riserva assorbirebbe il 24% del surplus. La nuova proposta introduce anche fondi per sostenere l’innovazione e accompagnare la transizione verso un’economia a basso uso di energie fossili.

Il fondo per l’innovazione offre supporto economico per progetti innovativi nel campo delle energie rinnovabili, ad esempio sistemi di cattura e immagazzinamento dell’anidride carbonica. Il Fondo per la modernizzazione invece ha come obiettivo quello di sostenere l’aggiornamento dei sistemi di produzione di energia nei paesi membri con meno risorse.

Gli sforzi europei per diminuire le emissioni.  Altri due progetti legislativi in tema di inquinamento sono in fase di discussione. Entrambi rientrano negli sforzi per centrare gli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima, che impone ai firmatari di tagliare le emissioni del 40% entro il 203 rispetto ai livelli del 1990. 

Uno dei progetti è il regolamento sulla condivisione degli sforzi (Effort sharing regulation, ESR), lo strumento climatico più potente dell'Unione europea. L’obiettivo del Regolamento sulla condivisione degli sforzi è ridurre entro il 2030 del 30% -rispetto ai livelli del 2005- le emissioni causate da quei settori esclusi dal sistema di scambio di quote di emissione (ETS): trasporti, agricoltura, edifici e gestione dei rifiuti.

L’altro è il LULUCF. LULUCF è l’acronimo dell’espressione inglese Land Use, Land Use Change and Forestry, in italiano uso del suolo, cambiamenti di uso del suolo e silvicoltura. I deputati vogliono evitare ulteriori emissioni causate dalla deforestazione. Per questo vogliono introdurre un obbligo per ogni Stato membro di compensare i cambiamenti nell’uso del suolo con il miglioramento o l’aumento della loro copertura forestale. In pratica nuove foreste dovrebbero controbilanciare la deforestazione.

 



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