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Maggiore affidabilità, sicurezza e qualità delle misure ma anche certezza nella determinazione dei costi ed economicità. Sono i punti di forza dei nuovi strumenti tecnologici sviluppati dall’ENEA per le attività di misurazione relative allo smantellamento degli impianti nucleari, nell’ambito del progetto di ricerca

“Metrology for decommissioning nuclear facilities” (MetroDECOM), finanziato con 5 milioni di euro dalla Commissione europea, nel quadro dell’European Metrology Research Programme (EMRP).

Il progetto MetroDECOM punta a dotare il sistema degli operatori nucleari di strumenti e metodi metrologici innovativi, ma anche di nuove tecniche di taratura per una maggiore riferibilità ed economicità delle misurazioni effettuate nell’ambito dei programmi di decommissioning.

Oltre all’ENEA che opera attraverso  l’Istituto Nazionale di Metrologia delle Radiazioni ionizzanti (INMRI), vi partecipano l’Istituto Metrologico della Repubblica Ceca – CMI, coordinatore del progetto, il Joint Research Centre di Ispra, dieci tra i maggiori Istituti Metrologici Primari, ma anche imprese ed operatori nucleari europei.

In particolare il contributo dell’INMRI dell’ENEA ha riguardato lo sviluppo di nuovi metodi di misura della contaminazione superficiale dei rifiuti radioattivi. Ma c’è di più. In collaborazione con il ramo italiano di AirLiquide, leader mondiale per gas, tecnologie e servizi per la sanità e l’industria, l’ENEA ha messo a punto un innovativo sistema per la separazione criogenica della CO2 dall’aria, utile per il monitoraggio dei gas radioattivi contenenti C-14, l’isotopo radioattivo del carbonio, nei depositi e impianti nucleari.

“La disponibilità di strumenti e metodi metrologici all’avanguardia, nonché di materiali di riferimento e tecniche di taratura innovative, permettono misurazioni più accurate e confrontabili e per questo sono indispensabili per una maggiore economicità ed affidabilità delle attività di smantellamento”, spiega Pierino De Felice, dell’Istituto Nazionale di Metrologia delle Radiazioni Ionizzanti dell’ENEA.

“Grazie alla sinergia e allo scambio di know-how tra il sistema europeo degli Istituti Primari di metrologia, gli enti di ricerca e le aziende costruttrici di apparecchiature per il monitoraggio radiologico, sono stati sviluppati prototipi e impianti, poi testati presso il JRC di Ispra, anche a beneficio della competitività dell’industria europea”, conclude De Felice.

 

Nell’ambito del progetto MetroDECOM inoltre è stato realizzato un prototipo di impianto automatico per la preselezione dei rifiuti radioattivi prima dell’invio in deposito. Ma non è tutto. Grazie al progetto sono stati sviluppati nuovi metodi di caratterizzazione radiologica dei diversi tipi di materiali presenti nei siti nucleari in fase di smantellamento, incluse tecniche di mappatura della contaminazione radioattiva e metodi di campionamento e analisi automatizzati, come anche metodologie innovative per il monitoraggio radioattivo e nuovi materiali per la qualificazione degli apparati sviluppati nell’ambito del progetto stesso.

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