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Con una cerimonia al Grand Hyatt Hotel di Amman è stato ufficialmente lanciato il Jordanian Italian Forum for Cooperation (JIFCO), la nuova associazione che riunisce la comunità imprenditoriale italiana-giordana sotto la guida del presidente del Forum, Omar M.H. Al Jazy. Direttore esecutivo,

ed anima dell’iniziativa, Arianna Barilaro, che ha presentato ed introdotto la serata.

Un parterre ricco di personalità, tra cui la principessa Wijdan Fawaz Al Hashemi, ex ambasciatore di Giordania in Italia, il presidente della Camera di Commercio di Amman, sen. Issa H. Murad, l’ex Primo Ministro Aman Shawkat Al-Khasawneh e  un gran numero di uomini d’affari, della società civile, del mondo culturale e delle ONG si è riunito per celebrare la nascita del Forum, “una nuova parte del Sistema italiano a Amman” destinato alla promozione degli scambi e degli investimenti bilaterali, formato dall’Ambasciata d’Italia, dall’ICE ed ora dalla JIFCO.

L’Ambasciatore Brauzzi ha sottolineato l’importanza del ‘Marchio Italia’ in Giordania. “Tutto ciò che si riferisce allo stile, all’eleganza, alla moda, ai sapori di alta gamma ha l'ambizione di essere italiano”, ha sottolineato. “Ma ‘Made in Italy’ significa anche responsabilità. Non ci si può improvvisare italiani, perché il valore aggiunto del nostro Paese nel mondo implica sempre alta qualità in tutti i campi”.

 

Significativi sono i margini di miglioramento dell’interscambio tra Italia e Giordania, come evidenziato dal Direttore di Agenzia ICE di Amman, Alessio Ponz de Leon Pisani. Attualmente i valori si attestano a poco più di 800 milioni di euro annui, con un notevole saldo a favore del nostro Paese, che risulta il secondo partner europeo per le importazioni giordane e leader in ingegneria meccanica, logistica e progetti industriali. “L’Italia non è solo la moda e il cibo, è anche l’industria, la manifattura di qualità qualità e degli alti standard” ha aggiunto l’Ambasciatore, indicando in questi settori quelli che presentano le più significative potenzialità.  (Farnesina) 

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