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La ripresa dell’economia mondiale si sta consolidando. Gli scambi commerciali, sostenuti dall’andamento degli investimenti nella maggior parte delle economie, sono in accelerazione dalla fine del 2016. Nei mercati finanziari la volatilità si colloca su valori molto bassi. Resta tuttavia elevata l’incertezza sulle

politiche economiche a livello globale, che potrebbe avere ripercussioni negative sulle valutazioni degli investitori. Negli Stati Uniti non sono ancora stati definiti i tempi e i dettagli delle misure di espansione fiscale annunciate all’inizio dell’anno. Eventuali iniziative di protezione commerciale potrebbero ripercuotersi sugli scambi internazionali.

I tassi di interesse a lungo termine si mantengono su livelli contenuti.  Dopo avere registrato un calo generalizzato nei mesi primaverili, dall’ultima settimana di giugno i rendimenti dei titoli di Stato dei paesi avanzati sono risaliti, pur rimanendo su livelli contenuti, riflettendo anche il consolidarsi di attese di condizioni monetarie meno accomodanti negli Stati Uniti e i segnali di rafforzamento dell’attività economica nell’area dell’euro. In quest’ultima si sono ridotti i premi per il rischio sovrano, anche in seguito all’esito delle elezioni francesi.

Nell’area dell’euro la crescita si consolida ma l’inflazione resta debole.  Nell’area dell’euro le ultime indicazioni sono contrastanti: si sono accentuati i segnali favorevoli sulla crescita dell’attività economica, mentre l’inflazione è tornata a sorprendere al ribasso rispetto alle attese dei mesi scorsi. Il Consiglio direttivo della BCE ritiene che mantenere un grado elevato di accomodamento monetario resti necessario per assicurare un aggiustamento durevole dell’inflazione verso l’obiettivo.

In Italia l’attività economica riprende vigore…  Secondo nostre stime la crescita del PIL in Italia, rivista al rialzo dall’Istat nel primo trimestre, è proseguita nei mesi primaverili, attestandosi attorno allo 0,4 per cento. Il prodotto dovrebbe aver tratto beneficio dall’andamento favorevole nel settore dei servizi, in linea con le indicazioni provenienti dalle imprese, e dalla ripresa del valore aggiunto dell’industria, dopo il calo temporaneo registrato all’inizio dell’anno.

…e si rafforza l’accumulazione.  Nei sondaggi della Banca d’Italia le imprese si dichiarano più ottimiste circa la situazione economica generale; i giudizi sulle condizioni per investire sono migliorati in tutti i comparti. Le imprese segnalano inoltre che l’accumulazione di capitale, indebolitasi nel primo trimestre, si sarebbe riavviata in primavera, e ne prefigurano un’accelerazione nella seconda metà del 2017. Le informazioni congiunturali sono anche coerenti con una prosecuzione della crescita della spesa delle famiglie nei mesi più recenti.

L’avanzo del conto corrente riduce la posizione debitoria netta con l’estero.  Nella prima parte dell’anno le esportazioni hanno continuato a espandersi, in misura più accentuata nei mercati esterni alla UE. Le prospettive sugli ordini esteri si confermano favorevoli. L’avanzo del conto corrente della bilancia dei pagamenti si mantiene elevato (al 2,6 per cento del PIL) e contribuisce alla decisa riduzione della posizione debitoria netta del Paese con l’estero, scesa al 13,5 per cento del prodotto.

L’occupazione aumenta.  Nel primo trimestre è proseguita la crescita dell’occupazione e delle ore lavorate, nonostante il venir meno degli incentivi alle nuove assunzioni a tempo indeterminato. I dati preliminari della Rilevazione sulle forze di lavoro indicano che nella media dei mesi di aprile e maggio il numero degli occupati è ulteriormente salito, dello 0,2 per cento sul bimestre precedente. Nei mesi invernali le retribuzioni contrattuali del settore privato hanno continuato ad aumentare in misura modesta (0,5 per cento rispetto a un anno prima); quelle di fatto sono cresciute a un ritmo superiore, coerentemente con il miglioramento ciclico.

L’inflazione è salita lievemente ma la dinamica di fondo rimane contenuta.  Nella media del secondo trimestre l’inflazione al consumo in Italia è salita lievemente, risentendo in particolare dell’andamento dei prezzi dei beni energetici regolamentati. In giugno tuttavia, secondo i dati provvisori, era ancora poco sopra l’1 per cento. Anche la dinamica di fondo rimane contenuta. Famiglie e imprese hanno rivisto al rialzo le aspettative di inflazione, ma non se ne attendono un rafforzamento significativo nei prossimi dodici mesi rispetto agli attuali livelli.

Prosegue una modesta espansione del credito.  L’espansione del credito erogato al settore privato non finanziario è sostenuta dai prestiti alle famiglie. L’andamento dei finanziamenti alle aziende resta differenziato tra settori e dimensione di impresa. I prestiti sono in deciso aumento nei servizi, crescono lievemente nella manifattura, continuano a contrarsi nelle costruzioni. La qualità del credito migliora ulteriormente, grazie alla più favorevole fase congiunturale. I crediti deteriorati si riducono; per i gruppi classificati come significativi il tasso di copertura, pari al 52,8 per cento alla fine del primo trimestre, è superiore di circa otto punti percentuali rispetto a quello medio delle principali banche europee.

È stata data soluzione alle situazioni di crisidi alcuni intermediari.  Il 25 giugno le autorità italiane, in pieno accordo con quelle europee, hanno varato con il sostegno pubblico un’ordinata liquidazione di Veneto Banca e di Banca Popolare di Vicenza, con modalità tali da preservare la continuità dei rapporti economici esistenti e attenuare gli effetti sul tessuto produttivo. Azionisti e detentori di obbligazioni subordinate hanno concorso all’assorbimento delle perdite; non è stato invece applicato il bail-in, che avrebbe coinvolto anche le obbligazioni senior e, per la quota eccedente 100.000 euro, i depositi; sono previste modalità di ristoro per i possessori di obbligazioni subordinate diversi dagli investitori professionali. Il 4 luglio inoltre si è concluso l’iter per l’accesso di Banca Monte dei Paschi di Siena alla ricapitalizzazione precauzionale, in linea con le norme europee.

Le proiezioni indicano un rafforzamento della crescita in Italia…  Secondo le proiezioni presentate in questo Bollettino, il PIL dell’Italia dovrebbe aumentare dell’1,4 per cento quest’anno, dell’1,3 il prossimo e dell’1,2 nel 2019. Rispetto alle stime dello scorso gennaio, la crescita è stata rivista ampiamente al rialzo, riflettendo l’accelerazione dell’attività economica di inizio anno, nonché sviluppi più favorevoli della domanda estera e dei mercati delle materie prime energetiche. Gli investimenti al netto delle costruzioni si espanderebbero più del prodotto, grazie alle condizioni finanziarie favorevoli e alle agevolazioni fiscali. L’inflazione al consumo resterebbe modesta: sarebbe pari all’1,4 per cento quest’anno e all’1,1 il prossimo; nel 2019 salirebbe all’1,6, per effetto di una moderata accelerazione delle retribuzioni.

…che riflette condizioni monetarie espansive.  Il quadro macroeconomico incorpora le attese di mercato di un aggiustamento graduale dei tassi di interesse a lungo termine e condizioni del credito nel complesso distese, coerentemente con l’ipotesi che non si verifichino particolari tensioni nel sistema finanziario, né episodi di significativo aumento della volatilità e dei premi per il rischio.

 

Restano rischi al ribasso.  Queste proiezioni di crescita sono soggette a rischi prevalentemente al ribasso: alle incertezze associate ai mercati finanziari si accompagnano quelle connesse con l’evoluzione delle politiche economiche e commerciali a livello globale. Per l’inflazione rischi al ribasso potrebbero derivare da una dinamica salariale più contenuta di quanto prefigurato, mentre l’evoluzione dei prezzi delle materie prime energetiche nel prossimo futuro continua a essere caratterizzata da un’elevata incertezza.

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