I TWEET

RT @AdrianoChiodi: Glad to address the meeting of the Italian business community #AIIC 🇮🇹🇭🇷. Congrats and all the best of success to its ne…
RT @IICAmburgo: Ferrari: compie 30 anni la F40, auto simbolo di un'epoca Fu l'ultima Rossa ad avere la 'firma' del fondatore https://t.co/q
#Confindustria: “Prosegue l’espansione di #economia e #commercio mondiale. Italia ben ancorata alla ripresa” https://t.co/2wRsITVgOz

TRIBUNA ECONOMICA GOOGLE AMP

Tribuna Economica ha aderito al nuovo progetto tecnologico per editori, AMP di Google.

Dal 2 maggio, tutte le notizie pubblicate nell'edizione online di Tribuna Economica possono essere lette anche in Accelerated Mobile Pages.

Nostra intervista.  Nata nel 2012, con sede Nazionale in Roma e uffici dislocati in tutta Italia, Anpit promuove la rappresentanza e la tutela degli interessi previdenziali e professionali dei datori di lavoro. L'Associazione ha sottoscritto con la Cisal numerosi contratti collettivi nei settori commercio, turismo e pubblici esercizi,

servizi, logistica e trasporti, case di cura private, facon, metalmeccanici, cooperative, il CCNL Università Telematiche e vigilanza. Attraverso l’applicazione dei CCNNLL, Anpit offre agli associati, prestazioni in materia di assistenza nella gestione delle risorse umane e supporta le aziende nella ricerca di misure di semplificazioni degli adempimenti amministrativi, fiscali e di contabilità. Al Presidente di Anpit, Federico Iadicicco, abbiamo chiesto un commento su pressione fiscale a carico delle aziende e costo del lavoro.

 

Presidente Iadicicco, che cosa si prefigge Anpit e che tipo di assistenza svolge l'Associazione a favore degli associati? Il nostro obiettivo è quello di dare  voce alle esigenze degli imprenditori italiani, in particolare modo riteniamo indispensabile sviluppare la contrattazione di 2^ livello capace di fotografare la realtà territoriale e aziendale in maniera coerente. Per questo sottoscriviamo contratti collettivi nazionali più “flessibili”.

 

Qual è il ruolo della contrattazione collettiva di 2^ livello? Riteniamo la contrattazione di 2^  livello l’elemento determinante per aumentare l’ efficienza del sistema imprenditoriale italiano. La contrattazione aziendale consente di promuovere il merito e la produttività, di sviluppare politiche di welfare aziendale e di favorire la partecipazione dei lavoratori alla gestione e all’utile dell’azienda. Costruire la dimensione comunitaria dell’impresa, rendere partecipi dei comuni obiettivi economici, sociali e culturali, tutti gli ”attori” aziendali, rappresenta la vera leva competitiva da attivare per dare linfa vitale al sistema produttivo italiano.

 

La pressione fiscale sulle aziende è uno dei motivi più discussi in ambito privato e pubblico e uno dei principali responsabili della stagnazione della nostra economia, ci sono delle soluzione concrete per far fronte a questa emergenza? L’Italia ha una pressione fiscale complessiva, total tax rate, più alta tra i paesi del cosiddetto “occidente”; circa il 70% di quanto prodotto viene trasferito nelle casse dallo Stato con l’aggravante di non ricevere in cambio quasi nulla in termini di servizi e qualità del welfare. E’ ovvio che all’interno della competizione globale, che è fatta anche di capacità dei “sistemi Paese” di attrarre ed incentivare investimenti , la zavorra fiscale italiana appare un ostacolo insormontabile. Mi sembra scontata la necessità di ridurre la pressione fiscale a partire dalla cancellazione dell’Irap. Credo indispensabile intervenire anche sulla pressione fiscale generale a carico delle persone fisiche sia rimodulandola in base al nucleo familiare, sia riducendola, perché questo consentirebbe di riattivare i consumi con benefici nel medio/lungo termine per tutto il sistema economico.

 

Volendo fare un'analisi del costo del lavoro, una piccola-media impresa riesce, oggi, ad assumere personale, oppure finito il job act finiscono anche le aspettative? I dati delle assunzioni nel 2015 e 2016 dimostrano che, finito l’effetto della maxi decontribuzione introdotta nel 2015, ci sia stato un drastico calo delle assunzioni a tempo indeterminato. Questo impone almeno due riflessioni: la prima è che l’occupazione non si genera attraverso meri meccanismi agevolativi, ma solo se si mettono in campo le riforme necessarie a rendere competitiva la nostra nazione a partire dalle suddette riforme fiscali per arrivare alle riforme istituzionali passando per la pubblica amministrazione e il welfare . La seconda considerazione è che avremmo bisogno di una riduzione del costo del lavoro attraverso l’abbattimento del cuneo contributivo, ma questa strada è percorribile solo attraverso una radicale riforma del sistema previdenziale. Bisogna superare il modello attuale introducendo il principio della libertà di scelta del lavoratore.

Alla luce delle nuove normative, Anpit mette in campo delle soluzioni per le imprese a proposito di welfare aziendale? La nostra associazione nasce per affermare l’idea dello sviluppo e dell’implementazione di politiche condivise a livello aziendale attraverso la contrattazione di 2^ livello. Questa condizione ci agevola oggi di fronte all’intervento del legislatore volto a favorire quello di cui noi ci occupiamo sin dall’inizio: produttività e welfare aziendale.

 

Tribuna Economica

 

(Riproduzione riservata) 

EN IT